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WORK IN PROGRESS
Svasso Collorosso
Pubblicazioni
DRAMATIS PERSONAE
a cura di Virgilio Patarini
Ed. Giorgio Mondadori 2016
FERRARA ART FESTIVAL
a cura di Virgilio Patarini
Ed. Giorgio Mondadori 2014
Terza Dimensione
a cura di Paolo Levi e Virgilio Patarini
Ed. Giorgio Mondadori 2011
A cura di Virgilio Patarini
VIDEO
40 artisti, da tutta Italia, che in un minuto ciascuno raccontano opere, pensieri, idee, progetti. “Openyourmind” è definito il progetto di tre “visionari”: Roberto Sottile, Luigi Le Piane, Mariateresa Buccieri.
Giugno 2011 prima edizione di Riciclando Orvieto.
Riarteco 2020 ad Ecolandia Reggio Calabria
Dopo Messina e Lucca, RiArtEco 2015 tocca Genova. Dal 12 giugno all'11 luglio alla Loggia Della Mercanzia, in piazza Banchi.
Palazzo Tursi di Genova ospita la 15° edizione di RiartEco mostra di opere realizzate con materiali di scarto e rifiuti.
Ikigai - Arte, la ragione di vivere" Evento organizzato dalla Biennale d'Arte di Salerno a Merì in Sicilia dal 16/25 Luglio 2022
Presentazioni critiche
Dal volume “Terza dimensione “ ed. Giorgio Mondadori
“ Nei giocosi, ironici, ingegnosi assemblaggi di Paolo Lo Giudice l’inerte, l’inanimato prende forme e sembianze di essere animato, diviene “animale” fantastico o cartone “animato” reinterpretato. Il pezzo di macchina o l’utensile rotto o il macchinario in disarmo, viene smontato e rimontato con la precisione di un ingegnere folle che ha deciso di sostituire il principio dell’utilità e della funzionalità con quello forse più utile e funzionale del divertimento e della fantasia. E un pezzo di motorino che non funziona più o un frullatore rotto può servire a rimettere in moto la nostra intelligenza e aggiustare la nostra allegria. Con un sovrappiù di riflessioine sulle forme “biomorfe” che si celano negli ingranaggi delle forme meccanomorfe. E forse anche di velata nostalgia. L’artista rievoca attraverso una marmitta rovesciata il corpo e il collo di aironi e altri sontuosi volatili, che proprio tante marmitte scoppiettanti (e funzionanti) stanno portando al rischio di estinzione. E il canto del cigno di metallo nasconde dietro la risata beffarda forse una nota sorda e vibrante di sarcasmo che sfuma nell’amarezza e nella malinconia. E non è un caso allora che Lo Giudice abbia, tra i tanti personaggi, un giorno rievocato con pezzi di ferro e bulloni la maschera tragicomica di Charlot. Anche Paolo Lo Giudice, come Charlot, ci fa sorridere sui “Tempi moderni”, con un fondo di struggente nostalgia. Anzi, no, per essere precisi Paolo Lo Giudice, a differenza di Charlie Chaplin, ci fa sorridere sui nostri “Tempi Post Moderni”, ovvero post-industriali, post-umani, postulanti, posticci, postribolari... E come un Mago di Oz dalla discarica del nostro consumismo meccanizzato egli fa sorgere eserciti di ferri-vecchi in rivolta armata… no, non armati di rivoltelle, ma di risate. E, si sa, sarà una risata che ci seppellirà… speriamo almeno di essere morti, per allora. “
Virgilio Patarini Curatore e Critico d'Arte V.I.P. Gallery Milano - Venezia- Valcamonica
Recensione catalogo Galleria Spazio E - Milano ( anni 2014 - 2015)
un gioco continuo di rinascita fisica e spirituale
la materia morta e abbandonata viene selezionata e ricomposta per nuove cose nuove idee
novelli Frankestein buoni dediti a donare un sorriso di meraviglia
Alessandro Baito
Dal Catalogo della Galleria Spazio E- Milano
“ Paolo Lo Giudice è un medico. Non solo in termini professionali perché questa è la sua attività quotidiana, ma anche perché il suo atteggiamento verso la vita e quindi la sua produzione artistica derivano dal doveroso e incisivo, se non chirurgico, sguardo tipico della formazione medica. Conoscendo la sua professione, verrebbe da dire che Lo Giudice è un pediatra, che per rendere la sofferenza dei bambini più lieve popola il loro mondo di animali fantastici, colorati cani, uccelli, cinghiali e canguri. Sarebbe possibile, non è neanche sbagliato pensarlo, ma non è veramente così e non è qui che risiede il nucleo del suo agire.Si potrebbe dire, e adesso siamo più vicini alla realtà, che Lo Giudice è un anatomopatologo, che dopo aver riscontrato la malattia propone la sua Arte come cura possibile.
Ci troviamo davanti a una negazione e a un mistero: le stesse sensazioni che colgono che si trova davanti ad una scultura di Lo Giudice, frutto di un paziente lavoro di recupero di parti metalliche e plastiche per un loro sapiente assemblaggio in forme diverse. I suoi soggetti sono estranei all’origine dei materiali e formano un mondo fantastico popolato principalmente da animali e scene dalla forte carica emotiva (come una coppia in dolce attesa seduta in panchina o una barca di immigrati).Come un Vesalio contemporaneo Lo Giudice scopre l’anatomia, non quella umana come fece il grande medico rinascimentale, ma quella sociale. L’artista affonda le mani in una delle piaghe più purulente della società, i rifiuti e il loro riciclaggio: recupera ciò che non è recuperabile e ne fa qualcosa di nuovo, qualcosa di interessante, qualcosa che seppur non abbia una finalità oggettiva, è funzionale per il godimento estetico e per l’esperienza ludica.
Si configura così l’immagine di un Patch Adams, che si muove sorridente tra i corridoi di una società malata a causa dell’inquinamento e dell’indifferenza proponendo come cura una responsabilizzazione derivante da una presa di coscienza abbinata al gioco, ad uno spirito leggero che impedisca di perdere, a causa delle preoccupanti situazioni ambientali, il contatto con il vero senso della Vita: essere felici. “
Alessandro BaitoRecensione dell’opera “Aspirante Burattino” ( 1° premio Biennale di Salerno sez. Arte Ecosostenibile )
Chissà se l’aspirante burattino ecosostenibilizzato saprà senza la tema del nasino allungato dire quello che pensa ai manovratori addestrati e al burattinaio nel buio celato spiattellare in faccia la verità del suo stato.
Se l’eco è sostenibile dall’orecchio turato forse un’altra fatina restituirà ai bei giorni,nati da materiali riciclati,burattini futuri agli uomini futuri.
Prof. Angelo Calabrese, Critico d’Arte
Tratto da “Inaspettati Recuperi” pubblicato dalla Onlus La Scintilla di Borgomanero
Le singolari opere di questo medico prestato all’arte (o,forse è vero il contrario) di vago sapore dadaista sono dei veri minuscoli capolavori (si parva licet..) di assemblaggio di piccole cose della vita quotidiana, scartate perchè considerate inutili " e che mescolate fra loro ridisegnano una propria dignità nella grafia di nuove forme. non c’è solo la vis “ludica”,più che comica,di giocare con gli oggetti,ma anche la morale appena sussurrata di ricordarci che tutto ha un senso, un valore e tutto può diventare arte.”
Dr.ssa Patrizia Giberti
Presentazione Mostra collettiva Oltre - Galleria d'arte Quadrifoglio RHO (MI)
Ci sta, eccome, a prenderci in giro Paolo Lo Giudice, tanto è vero che si prende gioco anche di se stesso, divertendosi come un matto ad inventare personaggi del suo mondo figurativo trasgressivo, immune alle regole della vita reale : assolutamente fantastico, assolutamente fantasioso.
Tutto da guardare, sorridendo, ma qualche volta anche sbellicandosi dalle risa. La conoscete l’iguana cornuta ? o la gru rubiconda ? Proprio di questa è il caso di parlare, perche è bellissima, perchè nel mondo vorticante dell’arte è cosi perfetta da prendersi un posto particolare . E’ altera, anzi superba, le manca solo il movimento e poi più vera del vero, con quelle splendide piume che sovrastano le parti costruite con gli oggetti più svariati.
Perchè è cosi che opera Lo Giudice : vede un manufatto qualsiasi,un manubrio,un rastrelletto, una maniglia, e già immagina il personaggio da assemblare. e più divertente è meglio è. E’ cosi che nasce Don Chisciotte meta paladino dei deboli e dell dame ,come è nella sua natura di cavaliere errante senza macchia e senza paura, e metà giardiniere-idraulico-meccanico e chi più ne ha piu ne metta.
Il risultato ? Bello, gioioso, pieno di vita, simpatico,allegro. I titoli ? Ancora più pazzi delle opere, tutti da ridere. E la festa del riciclo che fa spettacolo d’arte.
Vera Agosti, critico e storico d’arte
Dal Catalogo del Premio Nazionale d’Arte Città Metropolitana di Reggio Calabria
Le sue opere citano senza dubbio lo storico concetto di ready-made,che prevede un oggetto di uso comune estratto dal suo contesto quotidiano ed esposto come opera d’arte senza ulteriori interventi da parte dell’artista,caposaldo dei dadaisti. paolo lo giudice rivisita il concello in chiave contemporanea e personalissima,imateriali riciclati di uso comune,rielaborati al fine di divenire vivaci sculture,scatenano e suggeriscono volumi,giochi cromatici che stimolano la fantasia. la materia industriale assume il carattere esclusivo di manufatto artistico.
Antonella Aricò , storica dell’arte
Presentazione Mostra “Il gioco delle parti “ Galleria Satura- Genova
L’artista spinto continuamente all’evasione creativa, con particolare predilezione alla pop-art e il dadaismo, “gioca” ad assemblare diverse parti della meccanica creando personaggi dalle forme umani o animali originali e dai vivaci colori che portano lo spettatore a sorridere. Elemento protagonista delle sue sculture può essere un particolare che propone l’idea del tutto e attorno ad esso l’artista sceglie e compone le parti mancanti. Paolo, plasmando l’oggetto contestualizzato secondo il suo piano mentale, fa rinascere le differenti componenti con una nuova collocazione di frammenti in un pezzo finito di plastica, metallo o legno con funzioni diverse da quelle originarie . Cosi giocando con le parti, saldate, incollate, incastrate o avvitate, la materia viene riciclata in “qualcos’altro” di funzionale o più spesso di fantastico, assumendo valori ogni volta diversi. Ogni oggetto perde il suo significato originario per assumere uno nuovo, magari distante anni luce, dal precedente, senza però trascurarlo totalmente in una nuova chimerica creazione che lo comprende e ne esalta il senso. Fantasia e invenzione sono le parole chiave che definiscono gli attributi di queste opere: Paolo immagina qualunque cosa, anche la più assurda e incredibile e la realizza, utilizzando materiali che richiamano l’idea di invenzione con una tecnica finalizzata ad un uso pratico come se, in un certo qual modo, li esaltasse e volesse quasi tramutarli in “supereroi” incarnati in sembianze umane.
Valentina Perasso
Premi e segnalazioni:
- V Biennale di arte contemporanea di Pero (MI) : premio per l'opera più originale
- Città di Foglizzo(TO)-3 edizione : premio del pubblico
- Concorso “Cultura sostenibile” organizzato da Mdarte-Milano : 2° classificato - Riarteco 2014 Firenze e Genova: Primo premio
- 14° Premio Città di Novara 3° premio scultura
- 15° Premio Città di Novara 3° premio scultura
- Reuse 2 “Nutrition for Planet” Cantu’ (Co) – 3° premio
- 7° Trofeo Gaudenziano –Broletto di Novara: Premio della giuria popolare
- 17 Premio Arte Città di Novara-- 3° premio scultura
- Premio Nazionale d’Arte Citta di Reggio Calabria- 2° premio Scultura
- Terza Biennale di Salerno : Primo premio Sezione Arte ecosostenibile
- Vincitore “Il Giocattolo d’Argento” al Concorso d’Arte Internazionale -Castello di Sambuci (RM)